Le identità non sono fisse, ma processi in continuo divenire, sempre singolari. Si trasformano nel tempo, si stratificano, si negoziano nelle relazioni e nei contesti attraversati. Non sono un punto di arrivo, ma un movimento.

La categoria raccoglie le narrazioni su come ci si definisce o si sceglie di non definirsi, come gli altri definiscono in rapporto a origine, diaspora, religione, generazione, colore della pelle, genere, lingua, cittadinanza… 

Raccoglie anche le tensioni tra appartenenze diverse e le forme di continuità che resistono al cambiamento. Si tratta di appartenenze multiple che coesistono, si intrecciano, talvolta entrano in conflitto, talvolta trovano equilibrio. 

È anche il luogo in cui diventano visibili gli effetti delle etichette imposte e degli sguardi esterni: le categorie che semplificano, riducono, fissano. 

Dentro queste narrazioni emerge il lavoro quotidiano su di sé,  consapevole o silenzioso,  per sottrarsi a definizioni limitanti, per nominarsi con parole proprie, per ricomporre fratture e riconoscersi nella propria complessità.