La migrazione e la mobilità umana sono una esperienza del tempo prima ancora che dello spazio.
Includono attese amministrative, sospensioni forzate, accelerazioni improvvise, progettualità interrotte, ritorni immaginati, ciclicità generazionali, attesa coercitiva e paralisi esistenziale.
Il tempo può essere imposto (permessi, rinnovi, ricongiungimenti) oppure autogestito (strategie, pianificazioni familiari).
Questa categoria consente di leggere il potere come controllo delle temporalità e di osservare come le persone producono continuità dentro l’incertezza.