La prima volta

“La prima cosa che ricordo dell’Italia è stata il freddo. Sono arrivata a Bergamo, così tanto tempo fa che ho perso il conto, per lavorare come colf. Avevo un vestito leggero, ho pensato che non poteva fare così freddo! Ora mi sono abituata, mi piace qui. Anche il freddo. E mi sento italiana, per metà”.

Prima di partire avevo molte paure

Un nuovo inizio

Cristy Garcia è un uragano. Energia travolgente, sorriso disarmante, madre di due figli, Kevin di 28 anni e Aaron di 9, sposata con Mimmo. La loro casa ad Abano Terme, con vista suggestiva sui Colli Euganei, è un posto accogliente. 

Una questione di famiglia

“Vengo dalle Filippine, da una zona di campagna, che mi piaceva tanto. Tranquilla, semplice, anche se non eravamo ricchi io e i miei fratelli siam cresciuti sereni. La mia famiglia è qui, son rimasti nelle Filippine solo mia madre e un fratello, per il resto son tutti in Italia. Dopo Bergamo ho fatto la baby sitter a Ferrara e poi qui, ad Abano Terme, come badante. Nel mio paese avevo studiato come ostetrica, ma qui era tanto difficile farselo riconoscere. Io avevo bisogno di lavorare, di aiutare la mia famiglia.  

Mi trovo più a mio agio con gli italiani, con i miei connazionali, son più timida

La forza di ricominciare

“Ho iniziato a fare quel che potevo, subito. E oggi sono contenta così. Prima di partire avevo molte paure. Una lingua nuova, che non conoscevo, un mondo nuovo. Dell’Italia sapevo poco e nulla. I nostri paesi sono molto differenti, anche perché io vengo da una zona di campagna. Qui la differenza enorme era nelle case: i palazzi di cemento, per me che ero abituata alle capanne, e il rapporto con il pavimento. Da noi è un pezzo della vita, ci si mangia, ci si dorme. Qui è diverso”. 

Incontri che ti cambiano la vita

E quel che cambia la vita di Cristy, e di Mimmo, è proprio la signora per la quale lavora. “Lei mi mandava sempre a prendere i giornali, per leggerli assieme. Mimmo gestiva un’edicola in paese. Ci siamo conosciuti così. Ed è stato un colpo di fulmine!”, racconta con una risata che riempie la casa Cristy, mentre Mimmo osserva divertito. “Adesso sono dodici anni che stiamo assieme”. 

Assaggio e studio tutto, poi torno a casa e sperimento! Alla fine son più buoni i miei piatti!

Tale madre...

Aaron ha nove anni e un talento per le arti marziali, Kevin, figlio di un precedente legame, lavora. Fa il cuoco, a Padova. Per Cristy è bravissimo e lei conosce il mestiere, perché è stata proprio la sua passione a contagiare il figlio grande e, appena può, anche il piccolo. 

La grande passione

La cucina è il regno di Cristy. In casa, la cucina sembra un palcoscenico sul quale Cristy è la protagonista indiscussa. “Ho cominciato a cucinare a 6, 7 anni. Mamma lavorava nei campi e bisognava darsi da fare. Mi hanno insegnato le basi, ma poi ho imparato tutto da sola, perché adoro cucinare, è la mia grande passione! 

L’Italia è cambiata, c’è meno spensieratezza, e lo stesso vale per la comunità filippina che vive qui

Sapori senza frontiere

“Quando sono arrivata della cucina italiana non sapevo nulla, ma ho imparato a fare tutto, anche la pasta fresca, gli gnocchi, il pasticcio. Mimmo mi porta al ristorante, assaggio e studio tutto, poi torno a casa e sperimento! E fidatevi, alla fine son più buoni i miei di piatti!”. Mimmo annuisce convinto. Anche perché il suo piatto preferito è la carbonara, un bel banco di prova, e a quanto pare Cristy non sbaglia un colpo.” 

La memoria dei sapori

Il piatto del ricordo, invece, qual è? Quello che simboleggia la cultura e la cucina filippina? 

“Per me è l’adobo. Mi piace cucinarlo e mangiarlo, mi ricorda le mie origini. E’ legato alla marinatura della carne, che per noi che non avevamo il frigorifero era fondamentale. Ecco, mi ricorda da dove vengo e mi piace ricordarlo cucinando”.

Raccontarsi in cucina

Proprio per questo, per coltivare la sua passione, Cristy ha preso parte al laboratorio di cucina di Fratelli dell’Uomo, nell’ambito del progetto Dimmi. “E’ stato prezioso. Per me, che anche se non si vede, sono molto timida, il laboratorio è stata un’esperienza bellissima, che mi ha aiutato a comunicare e a esprimermi. Mi impegno tanto per imparare bene l’italiano e mi trovo più a mio agio con gli italiani! Non so perché, ma con i miei connazionali, son più timida!”.

Una donna di successo

Eppure, in bella mostra su un mobile in salotto, c’è la prova che la sua comunità l’apprezza molto. Sono tante le coppe vinte da Cristy in occasione del Gandang Ginang, una sorta di Miss Mamma, che la comunità filippina celebra tra sfilate di bellezza e prove d’abilità: Cristy ha fatto incetta di coppe. 

Il mio sogno è incontrare Cannavacciuolo!

Un'altra Italia

Quanto è cambiata l’Italia per Cristy in questi anni? “Moltissimo, anche Abano Terme è cambiata. Penso alla crisi, ai negozi che hanno chiuso, alla paura del futuro della gente. I motivi sono tanti, ma prima c’era più spensieratezza. Anche nella comunità filippina qui in Italia è lo stesso. Si fa meno festa, meno raduni. Comunque quando ci sono vado e mi chiedono sempre di cucinare!”. 

Pensare al futuro

Al punto che se ne farà un lavoro? “Sarebbe il mio sogno! Ora lo faccio quando mi chiamano, ma adesso che Aaron è più grande mi piacerebbe aprire un ristorante, solo che Mimmo dice che sono pazza e che con tutte le tasse e le spese non ne vale la pena”, racconta ridendo. E non nasconde il suo piano. “Il mio sogno è incontrare Cannavacciuolo! Parlare di cucina, chiedere consigli, far assaggiare i miei piatti. Prima o poi ci riuscirò!” E conoscendola, c’è da crederci.